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Angelo
28-04-2014, 11:23
Alitalia: Etihad `soccorre´ Air Berlin con 300 mln euro (2)
(ANSA) - ROMA, 28 APR - Cresce l'attesa per la lettera di Etihad ad Alitalia, ma la compagnia di Abu Dhabi resta attiva sul fronte europeo. La linea aerea, secondo quanto riporta Bloomberg, ha deciso di fornire ulteriori fondi ad Air Berlin acquistando bond convertibili per 300 milioni di euro, mentre altri 150 milioni di euro verranno collocati sul mercato. Il gruppo tedesco, di cui Etihad possiede il 30% e potrebbe salire fino al 49,9%, ha una situazione difficile di liquidità, con perdite sopra il miliardo di dollari negli ultimi 6 anni.(ANSA).
«Dobbiamo valutare approfonditamente tutte le opzioni di azione, fra cui anche il nostro modello di business a lungo termine», ha dichiarato il Ceo di Air Berlin, Wolfgang Prock-Shauer, sottolineando che la compagnia adesso deve fare i conti con «una ristrutturazione più radicale».
Il gruppo ha chiuso il 2013 con ricavi per 4,15 miliardi di euro, in calo dai 4,31 miliardi del 2012, una perdita operativa di 231,9 milioni contro l'utile di 70 del 2012. Adesso arrivano fondi freschi per 450 milioni di euro, di cui 300 da Etihad che ha inoltre esteso una linea di credito di 255 milioni di euro dal 2016 al 2021.(ANSA).

Fontanarossa
28-04-2014, 19:34
di Barbara Ciolli

In Germania la cura Etihad ha tenuto in vita il malato, ma guarirlo è dura.
Se a Natale 2011 la compagnia di Stato degli Emirati Arabi non avesse rilevato il 29,1% delle azioni di Air Berlin, a gennaio 2012 il colosso tedesco sarebbe certo fallito per crac.
Ma a due anni dall'iniezione salvifica di 73 milioni di euro - e del balzo di Abu Dhabi da un risicato 3% di quote a primo azionista - nel 2013 è rispuntato un maxi buco di oltre 315 milioni di euro nelle casse della società tedesca.
I SUPER-BOND DI ABU DHABI. Attraverso Etihad, lo sceicco Khalifa bin Zayed al Nahayan - già deciso a fare concorrenza ai vicini di casa sauditi e del Qatar nei cieli europei - ha fatto sapere che provvederà al nuovo intervento, con un secondo e corposo prestito in bond riconvertibili di 300 milioni di euro ad Air Berlin.
Al tampone dei patron di Abu Dhabi si aggiunge poi un'obbligazione di 150 milioni di euro, emessa sul mercato direttamente da Air Berlin, sesto vettore in Europa per voli e parco mezzi. Ma a questo punto scatteranno i tagli per la maxi ristrutturazione di flotta e personale, ventilata con l'arrivo di Etihad, ma finora dilazionata nell'impatto, per l'ostruzionismo sindacale e le proteste dei lavoratori.
FLOP DEI GROSSI AZIONISTI. Sembra la storia di Alitalia, se non fosse che la grande società tedesca non è la compagnia di bandiera Lufthansa. E che, ufficialmente, Air Berlin non è stata etichettata come svenduta, né tanto meno salvata, ma in un regime di «stretta collaborazione» con gli arabi.
Le azioni di Etihad in Air Berlin non devono sforare il 30%, a maggior ragione dopo che, a febbraio, Lufthansa ha alzato gli scudi nella Commissione europea contro l'acquisizione di quote maggioritarie in compagnie nazionali come Alitalia, che rappresentino «aiuti di Stato mascherati» ai Paesi membri. Ragion per cui il principe al Nahyan è costretto a una mega iniezione di petrodollari.
Dopo la scalata degli arabi, ristrutturazione con il piano Turbina 2013

Altri 450 milioni di euro in soccorso di Air Berlin non sono una ricapitalizzazione da ridere.
L'amministratore delegato della società, l'austriaco Wolfgang Prock-Schauer in carica dal 2013, ha ammesso che «l'attuale piano di risparmio in corso non basta». Si valuta la «fondamentale ristrutturazione del gruppo», che prende in considerazione anche possibili azioni a lunga scadenza il modello societario».
Scalate le quote azionarie, la cura Etihad prevedeva l'aggressivo programma di risparmi 'Turbina 2013', come trapelò da un documento riservato della compagnia tedesca, rivelato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung: un lavoratore su 10 (900 posti dei circa 9.300 di dipendenti, 600 dei quali a tempo pieno) mandato a casa e il parco mezzi ridimensionato da 170 a 150 aerei, per un risparmio complessivo di 450 milioni di euro entro entro il 2014.
900 ESUBERI ENTRO IL 2014. Alla fine del 2012, l'amministratore delegato uscente Hartmut Mehdorn smentì l'esubero dei dipendenti: l'obiettivo dell'azienda, precisarono i vertici, era «migliorare i risultati di Air Berlin del 10% in due anni, non fare macelleria sociale».
Ma appena insediato, il nuovo boss Prock-Schauer confermò al contrario lo «smantellamento di parte dei lavoratori in ogni ambito, dal personale di volo per la riduzione della flotta ai dipendenti di terra nell'amministrazione alle officine».
I primi a partire furono, due inverni fa, 100 impiegati della sede centrale di Berlino, mandati a casa alla vigilia del rinnovo del Consiglio di fabbrica sindacale, e centinaia di altre lettere sono partite - o sono ancora in partenza - per le basi decentrate, per un totale di una cinquantina di mezzi rottamati o svenduti alla Cina.
2013, OLTRE 300 MLN DI BUCO. I rimasti scioperano contro la riduzione degli stipendi in programma.
Ma le aspettative future erano comunque di ripresa. Dopo il profondo rosso di 420 milioni di euro del 2011, il 2012 si era chiuso con i timidi 6,8 milioni di utili. E, prima dell'intervento a gamba tesa di Lufthansa, gli ingegneri disegnavano il gioiello di Air Berlin-Etihad: airbus A320 a doppio logo.

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